Anniversari Primo piano 

Venezia e la Fiamma 1956

In occasione dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, una cronaca dettagliata ricorda il passaggio della Torcia Olimpica a Venezia nel 1956. Un evento straordinario che onorò alla grande la prime Olimpiadi in Italia.

di Alessandro Paglia

Nel gennaio del 1956 la splendida città lagunare accolse il Fuoco Sacro dei VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina – le prime Olimpiadi in assoluto svoltasi in Italia – con la solennità marinaresca del suggestivo Corteo Acqueo, cerimonia con cui vengono ricevuti i Capi di Stato sin dai tempi della Regina Cornaro. Ma soprattutto, Venezia schierò a bordo delle gondole i suoi rematori, tutti veneziani, vincitori di ori, argenti e bronzi nelle regate olimpiche di Canottaggio nel corso del primo quarantennio del Novecento. Oltre che straordinario, l’evento fu unico, arricchito anche dalla presenza di un “recordman”: il canottiere Giorgio Cesana, in assoluto il più giovane atleta italiano ad aver vinto medaglie d’oro ai Giochi olimpici.

Roma, 22 Gennaio 1956, ore 11,00. La torcia viene accesa in Campidoglio con la fiamma di un tripode posto davanti alla statua equestre di Marco Aurelio. È presente il Capo del Governo onorevole Antonio Segni. Il primo tedoforo è Adolfo Consolini, oro nel lancio del disco alle Olimpiadi di Londra nel 1948. Con lui la fiaccola inizia il viaggio per Cortina d’Ampezzo.
Il secondo tedoforo è il grande campione di marcia Pino Dordoni, oro sui 50 km a Helsinki 1952; l’atleta piacentino, a bordo di una macchina del Comune, scortato da duecento motociclisti e accompagnato da una folla osannante, porta la fiamma all’aeroporto di Ciampino da dove con un volo militare proseguirà per Venezia.

 

Sulla copertina della “Domenica del Corriere” 5 febbraio 1956, Walter Molino illustra la partenza del tedoforo olimpico dal Campidoglio.
(Courtesy – Musei Civici di Vicenza. Museo del Risorgimento e della Resistenza)

 

Il bimotore dell’Aeronautica Militare atterra, nonostante la nebbia, all’aeroporto di San Nicolò del Lido di Venezia. All’accoglienza sono presenti l’Ammiraglio di Squadra Luciano Bigi e il presidente del Coni Giulio Onesti tra gli applausi dei convenuti all’atterraggio. Qui Pino Dordoni passa la Fiaccola al terzo tedoforo, Gino Sopracordevole, atleta della Canottieri Querini, timoniere medaglia d’argento del “due con” alle Olimpiadi del 1924 a Parigi.
Gli sportivi dell’Aeroclub Lido, della U.S. Italo Sport col vessillo sociale, del moto club “Vai Forte” (in tuta bianca) e altri, accompagnano esultanti la Fiamma scortata da due carabinieri in moto fino alla riva lagunare.

 

Venezia gennaio 1956. Aeroporto di San Nicolò, Lido di Venezia. Il tedoforo Gino Sopracordevole, timoniere medaglia d’argento Canottaggio nel “due con” alle Olimpiadi del 1924.
(Courtesy – Alessandro Andreazza)

 

Giunti in laguna, la fiamma Olimpica passa al quarto tedoforo, il Vice Presidente della Querini Gastone Cerato, già olimpionico a Parigi nel Canottaggio con il “quattro con”. A bordo della prestigiosa gondola a diciotto remi, la “Disdottona”, guidata dai due atleti olimpici di Canottaggio Almiro Bergamo e Guido Santin, la fiaccola prende il largo verso San Marco accompagnata dal tripudio marinaresco di barche della Compagnia della Vela e del Diporto Velico, delle Jole delle società canottieri, delle gondole delle società remiere, dei motoscafi dei Vigili e dagli applausi della folla assiepata lungo la Riva dei Sette Martiri e la Riva degli Schiavoni.

 

Venezia, gennaio 1956. La Fiaccola Olimpica prende il largo verso San Marco a bordo della prestigiosa gondola “Disdottona”. “In polacheta”, il tedoforo Gastone Ceraso tiene in bella mostra il Sacro Fuoco di Olimpia.
(Courtesy – Reale Società Canottieri Francesco Querini, dal libro del Centenario)

 

Così il Gazzettino: “quando la ‘Disdottona’ effettuò l’attracco davanti alle colonne di Marco e Todaro l’entusiasmo della folla toccò vertici altissimi. Qui il canottiere Guido De Filippi della Bucintoro, oro alle olimpiadi di Anversa nel 1920, nuovo tedoforo, riceve la Fiamma da Gastone Cerato”.
Dopo il saluto del sindaco Tognazzi, il quinto tedoforo, Guido De Filippi, si reca con la fiaccola a bordo della “Dodesona”, ammiraglia della Reale Società Bucintoro. Insieme al “Gondolone” delle Generali e alla “Disdottona” si forma il suggestivo trio di apertura del Corteo Acqueo con un seguito di barche venute anche Padova e Treviso. Ai remi della “Dodesona porta fiaccola” ci sono gli atleti olimpici: Baldan, Dalla Puppa, Nardin, Smerghetto, Zanella, Nesto, Ottorino Enzo Cimarosto,Trevisan, Abbondio, Angiolin.
Dal Gazzettino: “Al passaggio del corteo in Canal Grande la gente si ammassava sulle rive, sui pontili, faceva grappolo sui balconi, nereggiava sui ponti dell’Accademia e di Rialto, mentre i palazzi apparivano festosamente pavesati”.

 

Venezia, riva di San Marco, gennaio 1956. Il canottiere olimpionico Guido De Filippi riceve la Fiamma da Gastone Cerato
(Courtesy – Archivio Antenna 3 Venezia, 2022, foto di Bruno Berti)

 

All’altezza di Ca’ Vendramin Calergi avviene la consegna della Fiamma dalla “Dodesona” al “Gondolone” della Direzione Veneta delle Assicurazioni Generali scelto in rappresentanza dei Circoli Ricreativi Aziendali. L’armo del “Gondolone” è in divisa bianca con i canottieri De Martin, Conca, Basaldella, Bean, Bach, Stradiotto, Paveglio, Belletti. Sesto tedoforo, il ragionier Giorgio Cesana che, con le Yole della Bucintoro, vinse tre medaglie d’oro come timoniere nelle gare di Canottaggio ai Giochi Olimpici di Atene del 1906. All’epoca Cesana aveva 14 anni! Il suo record di atleta italiano più giovane vincitore di tre medaglie d’oro in una stessa olimpiade è ancora imbattuto.
Alla fine del popolare Canal di Cannaregio in festa, Cesana consegna la Sacra Fiamma all’olimpionico Luigi Muller che a bordo di un motoscafo dei Vigili del Fuoco la porterà in terraferma per continuare il suo viaggio verso Cortina D’Ampezzo.

 

Venezia, gennaio 1956. Il canottiere olimpionico Giorgio Cesana (a destra) si appresta a ricevere in consegna la Fiamma Olimpica da Guido De Filippi.
(Courtesy – Archivio Storico Assicurazioni Generali, dal Bollettino, Febbraio 1956)

 

 

Con il “Gondolone” al centro, la “Dodesona” e la “Disdottona” in apertura del Corteo Acqueo in Canal Grande
(Courtesy – Reale Società Canottieri Bucintoro, dal libro del Centenario)

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